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10 cose che (forse) non sapete sulla Apple

Perché ha una mela morsicata come simbolo? E perché c’è sempre la “i” davanti nei nomi dei prodotti? 10 curiosità che i fan Apple dovrebbero conoscere

La Apple è una delle aziende più famose della storia, di certo una di quelle che esercitano il maggiore appeal tecnologico sul pubblico e su cui anche chi non è ferrato di tech si reputa mediamente preparato.

Ma quanto ne sapete davvero?

Per esempio, sapete che sono passati 41 anni da quando, il 5 Giugno 1977, è nato Apple II, il primo prodotto di successo che ha segnato l’incredibile ascesa della Apple?

Ecco 10 curiosità che forse non conoscete su Steve Jobs & Co.

10 chicche che renderanno ancora più succulento il morso della mela mancante.

Perché la mela

Il logo della Apple è di certo una delle mele più famose della storia, seconda solo a quelle di Adamo ed Eva, di Biancaneve e di Newton.

Proprio da quest’ultimo deriva la mela di Steve Jobs: il primissimo logo della Apple Computer, risalente al 1976, raffigurava Isaac Newton seduto sotto il melo.

L’anno seguente è stato sostituito da quella che conosciamo anche oggi come icona della Apple: la mela morsicata.

Il morso potrebbe alludere al peccato originale di Adamo ed Eva (indicando la sete di conoscenza ma anche il fatto che Steve Jobs & Co. si sentivano “eretici dell’informatica”).

Si tratta, in realtà, di un omaggio ad Alan Turing, il padre dell’informatica che negli anni Cinquanta si è suicidato mangiando una mela piena di cianuro dopo essere stato stato incarcerato perché gay (ai tempi l’omosessualità era considerata un reato nel Regno Unito).

La mela morsicata è stata modificata 6 volte con colori diversi.

Quella arcobaleno (anche se i colori appaiono nell’ordine sbagliato rispetto a quello del rainbow tradizionale, tra cui quello LGTB) è stata la più longeva: è durata 21 anni, dal 1977 al 1998.

Perché si chiamano Macintosh

Anche il nome dei computer Apple ha a che fare con una mela: Macintosh è una tipologia di mela per cui Steve Jobs andava pazzo.

Ricordiamoci che il padre della Apple era un grande appassionato di frutta tanto da seguire per un certo periodo della sua vita un’alimentazione esclusivamente fruttariana.

La Apple dei Beatles

La mela era una fissazione tale per Jobs al punto da essere ossessionato dal fatto che la mela della Apple Records, la celebre etichetta discografica dei Beatles, fosse nata prima di quella della sua azienda di elettronica.

Dopo circa 40 anni di dispute legali, la Apple di Steve Jobs è riuscita ad arrogarsi il diritto sull’altra sua “dolce” metà, l’altra apple celeberrima: dal 2007 il logo della mela è proprietà esclusiva della Apple Inc. e la società di computer concede una licenza alla Apple Records per l’utilizzo del marchio.

Com’è nata

L’impero della Apple è nato nel garage scassatissimo di Steve Jobs, all’indirizzo 2066 Crist Drive di Los Altos, località californiana della contea di Santa Clara dove abitava con la sua famiglia.

Correva l’anno 1976 quando nel garage di Jobs mosse i primi passi la Apple Computer.

I padri putativi erano tre: Jobs, l’altro Steve (Wozniak) e Ronald Wayne.

Quest’ultimo è passato alla storia come l’uomo meno perspicace della specie umana: ai primi guadagni, ha deciso di uscire dalla società incassando il corrispettivo delle proprie quote. Ben 800 dollari.

Che oggi avrebbero un valore compreso tra i 60 e 100 milioni di dollari… Da mangiarsi non poco le mani, insomma!

Sono le ore 9:41

Fateci caso: in tutte le pubblicità degli iPhone, l’orologio segna le 9.41.

Il perché c’entra con la trovata del lancio del primissimo modello iPhone nel 2007.

La presentazione dei nuovi prodotti Apple è incominciata alle 9 e Steve Jobs aveva calcolato una quarantina di minuti di discorso d’apertura.

Quasi giunto al termine, se ne è uscito con un «Ah, c’è ancora un’ultima cosa…», presentando al mondo il primo iPhone con l’orgoglio di Rafiki, il babbuino che alza Simba al cielo per mostrarlo alla savana ne Il Re Leone.

Le foto dell’iPhone erano state appositamente preparate con l’orologio fisso sulle 9.41 in maniera tale da far coincidere l’ora indicata con quella reale.

Da quel momento in poi, le 9:41 sono diventate iconiche per ogni prodotto Apple.

Anche la Apple ha avuto dei flop

Non tutti i prodotti Apple sono stati un successone, anzi.

Il primo disastro commerciale in casa Steve Jobs è stato l’Apple III, uscito nel 1980 con un prezzo esorbitante (circa 8mila dollari) e un design che non aveva previsto le ventole perché brutte da vedere.

Il risultato? Un computer che costava un sacco ma che si surriscaldava.

Oltre all’Apple III, anche il palmare Newton, il PowerCd e il Macintosh Portable hanno avuto poco successo di pubblico.

Perché quella “i” davanti ai nomi

Il primo prodotto Apple ad avere la “i” davanti al nome è stato il computer iMac presentato nel 1998.

Quella i stava per internet ed evidenziava l’allora inedita attitudine a connettersi alla rete web.

L’enorme successo dell’iMac ha poi decretato che quella i diventasse il marchio di fabbrica, ossia il prefisso di qualsiasi device marchiato con la mela morsicata: dall’iPod all’iPhone fino all’iPad, la i minuscola è sinonimo di Apple.

E forse sta anche per quell’io, che in inglese solitamente viene scritto in maiuscolo, ma che nel caso di strumenti che fanno tutto al posto dell’essere umano diventa quasi un ego piccolo piccolo…

Un i minuscolo, appunto.

Il primo prodotto Apple

Si chiamava Apple I ed era un computer formato da pochi componenti essenziali ma con caratteristiche innovative per l’epoca (era il 1976).

Poteva essere collegato a una tv e aveva un sistema di memorie che rendeva semplice l’accensione (cosa alquanto critica per i computer di quella preistorica era tecnologica).

Ne sono stati venduti 200 e si pensa che nel mondo ne esistano solo una trentina di esemplari.

Se ne avete uno in cantina, mettetelo in cassaforte: nel 2014 un Apple I è stato venduto alla bellezza di 905.000 dollari!

I fake Apple Store

La Apple è l’unico marchio al mondo che non solo viene falsificato a livello di prodotti ma addirittura per quanto riguarda i negozi.

L’Apple Store è la boutique preposta alla vendita di iPhone, iMac etc. e ha un suo design e delle caratteristiche che lo rendono unico e immediatamente riconoscibile.

Queste caratteristiche sono state copiate in molti negozi in Cina che risultano falsi e senza licenza.

Ma creati così ad arte da far sì che il personale creda davvero di lavorare per la Apple.

Steve Jobs al di fuori di Apple

Il padre putativo dell’iPod e dell’iPhone, colui che ha battezzato tantissimi prodotti Apple da lui messi al mondo, non è stato invece molto presente nei confronti di sua figlia.

Si chiama Lisa e per i primi anni di vita ha vissuto assieme alla madre grazie ai sussidi statali.

Non è stata inizialmente riconosciuta da Steve Jobs come figlia legittima in quanto lui si reputava sterile.

Quando la bambina ha compiuto 8 anni, Jobs ha cambiato idea e ha incominciato a mantenerla, arrivando addirittura a rimborsare lo Stato della California per i sussidi elargiti negli anni precedenti al riconoscimento.

Via Grazia

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