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Olivetti Elea 9003, il primo computer al mondo interamente a transistor

È stato ritrovato uno splendido video in cui viene mostrato uno dei rarissimi esemplari di Olivetti Elea 9003, oggi custodito presso l’ISIS “E. Fermi” di Bibbiena, in provincia di Arezzo.
OLIVETTI Elea 9003 – Bibbiena (AR) | ilGiga

14 nanometri.

Queste sono le dimensioni di un transistor prodotto oggi, nel 2015. Un anno fa, nel 2014, l’industria dei semi-conduttori ha sfoderato numeri da mal di mare. “Per tutta la durata del 2014 sono stati prodotti otto bilioni (8.000.000.000.000) di transistor al secondo, e il risultato a fine anno è stato piuttosto prevedibile: 250 miliardi di miliardi (250 x 10^18) di transistor,” scrivevo raccontando l’eredità della Legge di Moore.

Per chiunque non sia appassionato della materia, quindi, potrebbe essere piuttosto spiazzante vedere con i propri occhi quanto fosse grande un vecchio computer. L’utente di YouTube ilGiga, ha girato un breve (e stupendo) video presso l’ISIS “E. Fermi” di Bibbiena, in provincia di Arezzo, dove viene conservato uno degli ultimi Olivetti Elea 9003.

Prodotto in 40 esemplari, l’ELaboratore Elettronico Automatico 9003 è il primo calcolatore al mondo totalmente a transistor e, prodotto nel 1959 presso gli stabilimenti Olivetti, l’esemplare presente a Bibbiena è uno degli ultimi funzionanti al mondo. L’Elea 9003 è stato progettato a partire dall’ottobre del 1957 con tecnologia diode-transistor logic: la gigantesca macchina poteva eseguire fino a tre operazioni in multitasking ed era dotata di un design così innovativo—pensato dall’architetto Ettore Sottsass—da vincere il Compasso d’Oro nel 1959.

La 9003 era una macchina assolutamente all’avanguardia per il periodo—il suo costo (circa 500 milioni di lire) la relegava a un mercato molto ristretto, perlopiù grandi aziende. “A metà del 1957 era pronto un prototipo sperimentale. Era realizzato interamente con valvole termoioniche, la tecnologia allora dominante per realizzare circuiti elettronici. Stava però avvenendo una rivoluzione epocale, quella del transistor. Il transistor. inventato qualche anno prima, era ancora poco utilizzato e presentava diversi limiti. Tuttavia, passare dalla valvola al transistor stava diventando un fattore essenziale di successo per un calcolatore da mettere prossimamente sul mercato. Venne presa quindi una decisione tanto drastica quanto impegnativa, ossia riprogettare tutto da capo, realizzando l’intero calcolatore con transistor,” scrive Franco Filippazzi in una dispensa universitaria per l’Ateneo di Udine, nel 2008.

“Il transistor era ancora un illustre sconosciuto e prima di tutto bisognava imparare a usarlo. Il gruppo di progetto ci mise tutto il proprio impegno e circa a metà del 1958 era pronto un prototipo realizzato interamente a transistor. Ogni modulo era costituito da 70.000 minuscoli anellini di ferrite, corrispondenti a 10.000 parole di 7 bit. Per far funzionare questa memoria occorrevano impulsi di corrente molto maggiori di quelli allora erogabili dai transistor. Ma il problema venne risolto ingegnosamente e anche la memoria fu realizzata interamente a transistor.”

L’Elea 9003 non disponeva di un sistema operativo, e per programmarlo era necessario scrivere manualmente ogni istruzione in linguaggio macchina, così che il titano potesse leggerle e interpretarle—la macchina, pensata da Adriano Olivetti in persona, era così all’avanguardia che per alcuni anni la sua potenza di calcolo (circa 8/10.000 istruzioni al secondo) rimase imbattuta, superando quella dei concorrenti americani.

Via Vice

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