fbpx
Crea sito

Smalltalk: il primo linguaggio a oggetti

Inventato allo Xerox PARC è il padre di C++ , Java e Ruby

Smalltalk è un linguaggio di programmazione orientato agli oggetti con gestione dinamica dei tipi e con un paradigma di programmazione riflessivo. È stato creato come un linguaggio per sostenere un nuovo mondo di programmazione, ovvero come la simbiosi dell’umano con il calcolatore.
Sviluppato allo Xerox PARC da Alan Kay, Dan Ingalls, Ted Kaehler, Adele Goldberg, e altri durante gli anni settanta. Molti concetti attualmente impiegati nello sviluppo del software (es. design patterns, extreme programming, refactoring) derivano da Smalltalk, che così pesantemente influenzato altri linguaggi come Objective C, C++, C#, Actor, Java e Ruby.

Smalltalk ha rappresentato un autentico cambio di paradigma rispetto al tradizionale modello procedurale, sostituendo al paradigma tradizionale di Von Neumann (basato sulla separazione dati/programmi) un nuovo paradigma basato sul concetto di oggetto, che contiene, in modo inscindibile, sia dati che programmi. L’elaborazione quindi non è più descritta da una procedura, ma è ottenuta da una “simulazione” del mondo, di cui gli oggetti sono un modello.
Questo cambio radicale non è stato facilmente assimilato dai programmatori tradizionali, abituati a linguaggi come il COBOL o il FORTRAN.

Questi linguaggi derivati hanno provveduto a creare un ponte tra il vecchio ed il nuovo paradigma. Tuttavia, questa mediazione ha avuto un costo sulle caratteristiche dei linguaggi stessi, che non raggiungono certamente le caratteristiche di eleganza, semplicità ed efficienza di Smalltalk di cui hanno, più o meno, saccheggiato i concetti innovativi.Questi linguaggi derivati hanno provveduto a creare un ponte tra il vecchio ed il nuovo paradigma. Tuttavia, questa mediazione ha avuto un costo sulle caratteristiche dei linguaggi stessi, che non raggiungono certamente le caratteristiche di eleganza, semplicità ed efficienza di Smalltalk di cui hanno, più o meno, saccheggiato i concetti innovativi.

Questa difficoltà di passaggio da un paradigma all’altro (peraltro ben nota: si pensi, come esempio estremo, al passaggio dai numeri romani a quelli arabi!), unitamente al fenomenale sviluppo delle applicazioni Web (alle quali Smalltalk non era particolarmente orientato) ha fatto ritenere a molti che Smalltalk fosse un linguaggio morto.Smalltalk: il primo linguaggio a oggettiQuesta difficoltà di passaggio da un paradigma all’altro (peraltro ben nota: si pensi, come esempio estremo, al passaggio dai numeri romani a quelli arabi!), unitamente al fenomenale sviluppo delle applicazioni Web (alle quali Smalltalk non era particolarmente orientato) ha fatto ritenere a molti che Smalltalk fosse un linguaggio morto.

Nella realtà, non è così: la comunità degli utenti Smalltalk è certamente ridotta ma molto attiva e continua a sviluppare applicazioni innovative sfruttando al meglio le caratteristiche di Smalltalk.

Si guardino, ad esempio, gli ambienti di sviluppo Web Seaside, AIDA o applicazioni futuristiche come Scratch, Sophie o Cobalt .

Inoltre, dal 2008 è iniziato il progetto di creazione del nuovo ambiente DNG (Dolphin Next Generation) destinato ad unificare due dialetti Smalltalk (VSE di Digitalk e Dolphin di Object Arts) e creare un nuovo ambiente di sviluppo adatto ai prevedibili sviluppi informatici dei prossimi anni.

Via Semantic WikiSUN

Copy link
Powered by Social Snap