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Von Neumann, il padre del computer che progettava le atomiche

Più che un genio, Von Neumann era considerato dai colleghi una specie di semidio dotato di una prodigiosa capacità di calcolo. Collaborò al progetto Progetto Manhattan per la costruzione delle atomiche, creò la teoria dei giochi e definì l’architettura dei computer in uso ancora oggi.

Janos Neumann, questo il suo vero nome, nasce a Budapest il 28 dicembre del 1903 da una ricca famiglia di banchieri ebraici. Nel 1911 entra nel Ginnasio Luterano e le sue capacità matematiche non passano inosservate così Laszlo Ratz, il prestigioso professore di matematica del ginnasio, si adopera affinché al giovane Jancsi non manchi un precettore privato universitario che lo segua e lo introduca a poco a poco nell’ambiente matematico.

Al termine della sua educazione presso la scuola luterana, scrive a 18 anni il suo primo lavoro in collaborazione con Fekete, che viene poi pubblicato nel ‘22 sulla rivista dell’Unione dei matematici tedeschi. Viene nominato miglior studente di matematica dell’Ungheria. Ma il padre ha per lui altri progetti e chiede a Theodore von Karman di convincere il giovane Jancsi a intraprendere la carriera negli affari o, quantomeno, di seguire corsi universitari meno teorici e più rivolti ad applicazioni pratiche. Si arriva a un compromesso e Jancsi si iscrive a chimica. O meglio, anche a chimica. A ventidue anni, infatti, si laurea in ingegneria chimica presso Zurigo e in matematica a Budapest, dopo aver seguito a Berlino i corsi di Fritz Haber e di Albert Einstein.

Si trasferisce poi a Göttingen, dove si occupa dei fondamenti della matematica e della meccanica quantistica che studia sotto la supervisione di Hilbert per due anni, fino al 1927. In questo ambiente von Neumann entra nel pieno della maturità scientifica e i lavori che qui produrrà lo eleveranno a uno deimassimi matematici di ogni tempo. Sotto la guida di Hilbert, von Neumann si fa portabandiera dell’approccio assiomatico della matematica e del pensiero del suo maestro che mira a creare una teoria “metamatematica” in grado di dimostrare la coerenza di qualsiasi sistema formale.

Un approccio che verrà poi superato dal teorema di incompletezza di Godel, ma che non verrà completamente abbandonato da Von Neumann, che aveva intuito che proprio con il rigore matematico si sarebbe potuto rendere duttile e versatile anche il sistema più inerte, quello delle macchine.

Johann, come si fa chiamare adesso, è già una celebrità e oltre a pubblicare articoli di estrema importanza nella fisica sub nucleare sviluppa la teoria dei giochi, presentando nel 1927 alla rivista Mathematische Annalen l’articolo Sulla teoria dei giochi di società.

Durante la guerra approfondisce la conoscenza della teoria dei giochi dimostrando il teorema minimax e pubblicando nel 1944, insieme a Osaka Morgensten, un testo che diverrà un classico, Theory of Games and Economic Behaviour. Secondo questo modello in molti giochi, ad esempio gliscacchi, esiste un algoritmo, il minimax, che permette di scegliere qual è la mossa migliore.

Alcuni anni più tardi Shannon, uno dei padri fondatori dell’intelligenza artificiale, si baserà sui lavori di von Neumann per pubblicare il suo articolo Una macchina giocatrice di scacchi.

Sempre nel 1944, von Neumann viene a conoscenza di una macchina capace di trecento operazioni al secondo. Johnny rimane profondamente colpito da questa cosa e dentro alla sua mente si aprono come per magia nuovi e affascinanti scenari.

Il primo incontro con un calcolatore risale a poco tempo dopo, con la macchina Harvard Mark I (ASCC) di Howard Aiken, costruita in collaborazione con l’IBM; poi conosce ENIAC (Electronic Numerical Integrator And Computer). Questo mastodonte è utile per eseguire calcoli balistici, meteorologici o sulle reazioni nucleari, ma è fondamentalmente una macchina molto limitata, quasi del tutto priva di memoria e di un briciolo di elasticità; in altre parole, una macchina stupida. Per migliorare un simile marchingegno c’e bisogno di quell’intuizione che una decina d’anni prima aveva avuto Turing nel suo articolo sui numeri computabili, e cioè permettere al computer di modificare il proprio comportamento, o, in altre parole, imparare un software. Nel 1945 esce, così, First Draft of a Report on the Edvac.

L’Edvac (Electronic Discrete Variables Automatic Computer) è la prima macchina digitale programmabile tramite un software: è nata “l’architettura di von Neumann”. Un tale sconvolgimento nel modo di concepire l’elettronica al punto che ancora oggi i computer tradizionali funzionano come macchine di Von Neumann.

Ma negli anni della guerra, e successivamente negli anni di guerra fredda, Von Neumann assunse anche un ruolo determinante nella ricerca militare balistica e soprattutto atomica.

Proprio a causa dei numerosi esperimenti sulla bomba atomica che seguì personalmente è probabile abbia contratto un tumore che lo portò in pochi anni costretto ad una sedia a rotelle, sino alla morte, l’8 febbraio 1957.

Via guide.supereva.it

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